Luogo ricco di fascino e mistero Abu Simbel, ottava meraviglia del mondo, si trova nel sud dell’Egitto, verso il confine con il Sudan.

Per arrivarci abbiamo preso l’aereo, perché da  Il Cairo è molto lontano. Siamo nella terra dei Nubiani e questo magnifico tempio è la rappresentazione della magnificenza del faraone Ramses II.

Grazie all’Unesco e a diverse donazioni il tempio fu letteralmente segato da lavoratori italiani che lavoravano nelle cave di marmo di Carrara, fatto in grandi blocchi per poi essere ricomposto nel luogo dove è sito ora, a circa 65 metri sopra. Questo enorme lavoro è stato dovuto al fatto che con la diga di Assuan si è venuto a creare un bacino artificiale e Abu Simbel sarebbe stato sommerso.

Le 4 statue nella facciata anteriore sono davvero enormi, lasciano sbalorditi! All’interno camere con geroglifici ancora ben leggibili ci fanno pensare al fasto che doveva trasmettere un tempo, quando gli stessi segni dovevano essere anche colorati. Un capolavoro fatto di piccoli dettagli che in un luogo sperduto si eleva per importanza.

Due volte all’anno al sorgere del sole i raggi illuminano le 4 divinità che sono nella camera centrale del tempio. Chissà come hanno fatto a far si che ciò potesse succedere…

A poca distanza si trova il tempio minore dedicato a Nefertari, moglie del faraone. Anch’esso decorato con statue enormi, merita sicuramente una visita. Se siete in Egitto vale la pena affrontare lo spostamento per ammirare questi due templi.

Foto di Alessandro Giroldini

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