Nel bel mezzo del Lago Titicaca, tra Perù e Bolivia, ci sono diverse isole. Siamo nel lago navigabile più alto del mondo (3.800 mt sopra il livello del mare) e qui sta la sua particolarità. Durante il colonialismo quest’isola era utilizzata come prigione, ora ci sono diversi siti archeologici Pre-Inca.  Da Puno si può arrivare  in barca all’isola di Taquile, tutt’ora abitata e popolata da persone locali della dinastia quechua che incontri lungo la salita che ci porta dall’attracco della barca al villaggio mentre trasportano immensi pacchi sulla schiena. Quando li guardi ti chiedi: “ma come fanno che io sono già sofferente nel fare pochi gradini?”. Probabilmente l’aiuto dalle foglie di coca ce l’hanno ma resta indubbio che lo sforzo fisico per il peso e l’altitudine sia davvero notevole. Attenzione perchè qui siamo molto in alto e potreste risentire degli effetti legati all’altitudine.

La cosa unica di quest’isola è la lavorazione della maglia da parte esclusivamente degli uomini, e non delle donne che si occupano solamente della tessitura, e per questo motivo è diventato patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Tutto passa tranquillamente con i turisti che vengono a curiosare e a fare foto per la gioia dei piccoli abitanti che sono sempre entusiasti nel vivere esperienze nuove! Gli adulti invece si fanno fotografare/riprendere slo se li paghi altrimenti si rifiutano.

Mangiare in cima alla collina del buon pesce con il lago e la costa boliviana come panorama non ha prezzo! E’ quello che ci vuole per ristorarsi prima di ridiscendere i 500 e più gradini che portano all’altro porticciolo da cui si è attraccato.

Sicuramente un’isola che vi resterà nei ricordi per gli abiti tradizionali indossati dalle bambine e dagli adulti, per il mercato che si svolge qui, per la vista che dall’alto ci regala.

Foto di Alessandro Giroldini